
Le citta
BREVE DESCRIZIONE
Arezzo la citta di Piero della Francesca, della Giostra del Saracino e il capoluogo della Toscana centro-orientale facilmente raggiungibile da Firenze (Km. 80), Siena (Km. 65), Perugia (Km. 80) e Roma (km. 205). Posta alla confluenza di 4 vallate (Valdichiana, Valtiberina, Valdarno e Casentino) contraddistinte da paesaggi e tradizioni diverse; Arezzo citta ospitale ed accogliente dove "La Vita e bella!".
Luminosa città collinare della Toscana orientale, Arezzo vanta un’origine antichissima. Fu una delle maggiori lucumonie etrusche e successivamente città romana d’importanza strategica.
Fu centro di fiorenti attività economiche, e ricca di pregevoli monumenti fra i quali ricordiamo l’Anfiteatro con i suoi cospicui resti. Rinomate furono le sue fonderie e le fabbriche artistiche di vasi a vernice rossa (detti vasi corallini) la cui tecnica si diffuse in tutto il mondo romano. Nel Medioevo Arezzo fu libero comune in cui spesso prevalsero gli interessi della parte ghibellina, in antagonismo alla vicina guelfa Firenze. Dopo la disfatta di Campaldino (1289), la sua fortuna venne compromessa e, nonostante una certa ripresa sotto i Tarlati, finì per soccombere e divenne dominio fiorentino (1384). Come tale entrò a far parte, con il resto della Toscana, del granducato mediceo. Arezzo sorge su una collina al limite della pianura formata dalle alluvioni dell’Arno. Al suo culmine emergono la Cattedrale, il Palazzo Comunale, la Fortezza Medicea, dai quali si diramano a ventaglio, verso il basso e fino alle porte urbiche, le strade principali. La parte più elevata della città conserva uno spiccato aspetto medievale nel quale comunque si stagliano pregevoli esempi architettonici posteriori. La parte della città che si protende verso la pianura ha un aspetto moderno e vivace.Costruita nella parte più alta del colle, in uno slanciato e solenne gotico toscano, la Cattedrale conserva nel suo interno pregevolissime opere d’arte fra le quali la Maddelena di Piero della Francesca e le vetrate istoriate di Gugliuelmo de Marcillat. Santa Maria della Pieve è la maggiore e più bella chiesa romanica dell’Aretino (XII e XIII sec.) e certamente la più caratteristica della città dove sorse all’epoca del libero comune. Il suo campanile, detto ”dalle cento buche” per le numerose bifore abbinate, è uno degli elementi emblematici di Arezzo, mentre la decorazione fastosa della facciata e dell’abside interpreta modi stilistici del romanico pisano-lucchese temperato dalla severità dell’arioso interno. L’abside della Pieve si affaccia su Piazza Grande ( già Vasari) nella quale il penultimo sabato di Giugno e la prima domenica di Settembre si svolge la Giostra del Saracino e dove, la prima domenica di ogni mese ed il sabato precedente si svolge la Fiera dell’Antiquariato. La Fiera Antiquaria, creata da Ivan Bruschi nel 1968, vede la presenza di circa 1000 espositori ad edizione, provenienti da tutta Italia, che mettono in mostra i loro prodotti, gioielli, manufatti in vetro, ferro e rame, tessuti, una vasta gamma di pitture religiose e non, pezzi per collezionisti e tutta una serie di oggetti di modernariato spesso ricordi nostalgici recuperati nelle vecchie soffitte. Considerata una vera antologia di stili architettonici che vanno dal romanico, al gotico, al rinascimento, al barocco, Piazza Grande è una delle più originali, organiche e pittoresche piazze d’Italia.
Accanto alle case e alle torri medievali e a quelle dei secoli successivi, nella piazza sorgono il prezioso Palazzo della Fraternita dei Laici (XIV-XVI sec.) ed il luminoso e imponente Loggiato del Vasari (XVI sec.). Nella Basilica di San Francesco si possono ammirare gli straordinari affreschi che raffigurano la ”Leggenda della Vera Croce” di Piero della Francesca, figlio della terra aretina come Masaccio, Paolo Uccello, Luca Signorelli, Michelangelo, il Sansovino, Vasari, per non parlare che dei maggiori pittori e scultori. Le storie impassibili e luminose di Piero costituiscono un richiamo internazionale ed il maggior vanto di Arezzo.
Materiale d’inestimabile valore artisitico è conservato nel Museo Archeologico dove si possono ammirare pregevolissime raccolte numismatiche, di vasi greci ed etruschi, di bronzi e dei già menzionati ”vasi corallini”, industria fiorita nel tardo periodo repubblicano e nel primo periodo imperiale romano. Nel Museo Statale d’Arte Medievale e Moderna sono rappresentati i maggiori artisti aretini, da Margaritone a Spinello, a Bartolomeo della Gatta, al Signorelli, al Vasari, ai quali si affiancano eccellenti esempi di altre scuole italiane e straniere. Ai dipinti, alle sculture, alle raccolte di avori, di sigilli, di monete e di gioielli di alta oreficeria, si aggiunge una ricchissima collezione di maioliche, fra le maggiori d’Italia. Di grande suggestione è poi la Casa Vasari con annesso Museo Vasariano, straordinario esempio di ”casa d’artista”. Altri monumenti cittadini testimoniano con la loro bellezza e la loro originalità stilistica la civiltà aretina e la sua importanza nelle varie epoche storiche. Fra questi ricordiamo la Chiesa di San Domenico con uno stupendo Crocifisso di Cimabue, il Portico di Santa Maria della Grazie, prima piazza porticata del Rinascimento, la Badia delle Sante Flora e Lucilla con eccezionali testimonianze pittoriche e le chiese rinascimentali di Santa Maria in Gradi e della SS. Annunziata. Tradizionale meta turistica, Arezzo è frequentata anche da quanti hanno interessi legati agli aspetti originali della sua vita economica che ha i momenti più significativi nell’industria orafa, in quella dell’abbigliamento, dell’elettronica, nonché in una vastissima rete di imprese artigianali e aziende commerciali. Non mancano inoltre importanti occasioni annuali di incontro sia di carattere commerciale che culturale come quelle offerte dalla ”mostra internazionale dell’Oreficeria” e dal Concorso Polifonico Internazionale ”Guido d’Arezzo”. La posizione geografica, i rapidi e comodi collegamenti con le reti ferroviarie e autostradali e le moderne strutture come il Centro Affari accreditano Arezzo come città ideale per incontri e riunioni di studio e di lavoro. Tre vallate – il Casentino, il Valdarno e la Valdichiana – circondano Arezzo mentre la quarta , la Valtiberina è la parte più a nord. Queste Vallate sono una bellissima attrativa turistica non solo per il paesaggio, ma anche per i luoghi da visitare numerosi e conosciuti. In Valdichiana troviamo per esempio Cortona, una città che riesce a fondere in maniera particolarmente felice la qualità urbana degli spazi monumenatli, ricchi d’arte e di storia, con squarci di vita ”rurale” dove i cancelletti dei monasteri, le chiesuole incastonate nel verde, le case minute che si arrampicano ripidissime fino alla cima del colle, trasmettono il sapore dei borghi agresti sopiti e appartati nel silenzio della campagna toscana.
Il paesaggio casentinese è dominato dal grandioso e intatto Castello dei Conti Guidi di Poppi che, insieme alle pievi, distribuite con eccezionale frequenza, le badie e i monasteri rappresentano veri centri di potere e di irraggiamento della nuova spiritualità medievale attraverso gli insediamenti camaldolese e francescano Infatti in Casentino troviamo gli Eremi de La Verna e di Camaldoli. Visitare il santuario della Verna è anche affacciarsi nel mistero della spiritualità cristiana, complice la suggestione del luogo entro una secolare foresta di abeti e faggi, in cima a una vetta di forma singolarissima, tagliata a picco da tre parti, visibile da tutto il Casentino. L’Eremo di Camaldoli è situato nel silenzio della montagna dove la salita dal monastero all’eremo si fa più suggestiva quando la moderna strada incrocia l’antico percorso pedonale, scandito da antiche cappelle, dalle croci di legno che un tempo erano il limite invalicabile della clausura. La Valtiberina si estende tra le sorgenti e la conca di Sansepolcro, è area di transizione e di confine rimasta lontana dalla ”Toscana delle città”. Castelli, pieve, badie, borghi di crinale e due piccole ma preziose città d’arte come Anghiari e Sansepolcro costituiscono il tessuto insediativo di questa zona. Il Valdarno Superiore è una sorta di ”ruga” della crosta terrestre incastrata tra il Casentino a est, la Valdichiana a sud e la conca di Firenze e il Mugello a nord. La dorsale del Pratomagno la ciudono a oriente mentre a occidente è delimitata dai monti del Chianti. Non è solo il colore giallo delle pareti della Balze a colpire l’osservatore per il cromatismo acceso; le macchie brune dei pini, le querce tenebrose, l’argento degli oliveti e il verde delle vigne creano un vero caleidoscopio naturale nel quale svettano i campanili dei villaggi, torri e borgi antichi, castelli e pievi come la Pieve di Gropìna (Loro Ciuffenna) intitolata a S. Pietro e considerata une delle più antiche e importanti della diocesi aretina sorta attorno all’anno Mille.
24.11.2004
| Arezzo
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